Francia: cosa cambia
La riforma francese non cambia le regole dell’IVA. Cambia il modo in cui le fatture circolano tra imprese e i dati che l’amministrazione fiscale riceve.
Una fattura elettronica non è un PDF inviato per email né una fattura cartacea scansionata. È una fattura emessa, trasmessa e ricevuta in un formato strutturato leggibile da un software, che deve passare da una piattaforma accreditata dall’amministrazione fiscale francese (“plateforme agréée”). La piattaforma di chi emette la invia a quella scelta dal cliente e trasmette alcuni dati all’amministrazione fiscale.
La riforma ha tre componenti, a seconda del cliente e dell’operazione:
- Fatturazione elettronica: vendite e prestazioni tra imprese soggette a IVA stabilite in Francia.
- Trasmissione dei dati delle operazioni (e-reporting): vendite a privati o a soggetti non passivi, e operazioni con clienti o fornitori stabiliti all’estero.
- Trasmissione dei dati di pagamento: incassi relativi a operazioni per cui l’IVA è dovuta all’incasso, di solito prestazioni di servizi.
Francia: chi e quando
Il calendario dipende dalla dimensione dell’impresa, valutata a livello di persona giuridica (numero SIREN) al 1° gennaio 2025, in base all’ultimo esercizio chiuso prima di quella data. L’e-reporting segue lo stesso calendario dell’emissione.
- 1° settembre 2026: tutte le imprese, di qualsiasi dimensione o forma giuridica, devono poter ricevere fatture elettroniche tramite una piattaforma accreditata.
- 1° settembre 2026: grandi e medie imprese emettono le fatture in formato elettronico e trasmettono i dati di e-reporting.
- Entro il 1° settembre 2027: PMI, piccole imprese e microimprese emettono le fatture in formato elettronico e trasmettono i dati di e-reporting.
- Prima della loro scadenza, PMI e piccole imprese possono emettere fatture elettroniche su base volontaria, senza dover anticipare l’e-reporting.
Francia: chi è interessato, e le eccezioni
È interessata ogni impresa soggetta a IVA e stabilita in Francia, qualunque siano il fatturato, la forma giuridica o il regime fiscale, compresi i liberi professionisti e i micro-imprenditori. Anche le imprese in regime di franchigia IVA francese (“franchise en base”, articolo 293 B del CGI) restano soggette all’IVA: la riforma si applica anche a loro.
L’obbligo di emissione riguarda le operazioni tra due soggetti passivi stabiliti in Francia, nel campo di applicazione dell’IVA francese. Non sono interessati, o solo in parte:
- Le operazioni fuori dal campo di applicazione dell’IVA: niente fattura elettronica, niente e-reporting.
- Le vendite a privati e le operazioni con imprese all’estero: nessuna fattura elettronica obbligatoria, ma trasmissione dei dati (e-reporting).
- Le imprese non stabilite in Francia: secondo l’amministrazione fiscale francese non sono interessate dalla fatturazione elettronica, ma possono esserlo dall’e-reporting.
- Le fatture agli enti pubblici francesi continuano a passare da Chorus Pro, direttamente o tramite la propria piattaforma accreditata collegata a Chorus Pro.
Francia: piattaforma accreditata o soluzione compatibile
Una piattaforma accreditata (in precedenza “PDP”) è una società privata registrata dall’amministrazione fiscale francese (DGFiP). Emette, trasmette e riceve le fatture elettroniche e comunica i dati all’amministrazione fiscale. L’elenco ufficiale è pubblicato su impots.gouv.fr.
Una soluzione compatibile è un software (fatturazione, cassa, contabilità) non registrato, che produce fatture conformi ed è collegato ad almeno una piattaforma accreditata. Non trasmette mai nulla direttamente all’amministrazione fiscale: passa sempre dalla sua piattaforma.
L’impresa sceglie liberamente la piattaforma, può usarne più d’una e cambiarla in qualsiasi momento. Lo Stato francese non ha creato una piattaforma pubblica gratuita di fatturazione: il portale pubblico gestisce l’annuario e la raccolta dei dati per l’amministrazione fiscale.
Francia: i dati obbligatori in fattura
I dati già richiesti dal diritto francese restano gli stessi (data e numero unico, identità delle parti, numero di partita IVA del venditore, descrizione, importi, IVA, termini di pagamento, tasso degli interessi di mora e indennizzo forfettario di 40 € per le spese di recupero). La riforma ne aggiunge quattro:
- il numero SIREN del cliente;
- la natura dell’operazione: cessione di beni, prestazione di servizi, o entrambe;
- la dicitura “Option pour le paiement de la taxe d’après les débits” (in francese, testualmente), se si è scelto di versare l’IVA alla fatturazione;
- l’indirizzo di consegna dei beni, se diverso dall’indirizzo di fatturazione.
Francia: Factur-X, UBL e CII
Una fattura elettronica deve usare uno dei tre formati “di base” che ogni piattaforma accreditata sa gestire, tutti conformi alla norma europea EN 16931. I dati della fattura devono essere strutturati, ogni informazione nel proprio campo.
- UBL: un file di dati strutturati (XML), senza immagine della fattura.
- CII: un altro formato di dati strutturati (XML), anch’esso senza immagine.
- Factur-X: un formato ibrido, cioè un PDF leggibile (PDF/A-3) che contiene i dati strutturati in formato CII. Spesso il più semplice per una piccola impresa.
Francia: il ciclo di vita e gli stati della fattura
Ogni fattura elettronica segue un percorso, e ogni tappa è segnata da uno “stato” con data e ora, visibile a fornitore e cliente. Quattro stati sono obbligatori su ogni piattaforma accreditata:
- Depositata: la fattura è stata consegnata alla propria piattaforma.
- Respinta: la piattaforma rifiuta la fattura per un motivo tecnico (formato, dati mancanti, destinatario non trovato); va corretta e reinviata.
- Rifiutata: la fattura è stata consegnata, ma il cliente la rifiuta, indicando un motivo. Per un semplice disaccordo esistono stati temporanei di contestazione.
- Incassata: la fattura è stata pagata. Lo stato è obbligatorio quando l’IVA è dovuta all’incasso, perché serve a trasmettere i dati di pagamento.
Francia: l’e-reporting delle operazioni e dei pagamenti
L’e-reporting copre ciò che non passa da una fattura elettronica tra imprese francesi: vendite a privati, operazioni con l’estero, dati di pagamento dei servizi. Si effettua anch’esso tramite la piattaforma accreditata, con una frequenza che dipende dal regime IVA francese dell’impresa.
Francia: le sanzioni
Il Codice generale delle imposte francese prevede diverse sanzioni. Per l’impresa, gli importi in vigore all’11 ottobre 2026 sono:
- Fattura non emessa in formato elettronico quando avrebbe dovuto: 50 € per fattura, fino a 15.000 € per anno civile (articolo 1737 del CGI).
- Nessuna piattaforma accreditata per la ricezione: diffida a mettersi in regola entro tre mesi, poi 500 €, poi 1.000 € per ogni ulteriore trimestre (articolo 1737, IV bis del CGI).
- Dati di e-reporting non trasmessi: 500 € per trasmissione, fino a 15.000 € per anno civile (articolo 1788 D del CGI).
- Nessuna sanzione per una prima infrazione corretta spontaneamente o entro 30 giorni dalla prima richiesta dell’amministrazione.
Spagna: fatturazione elettronica B2B
In Spagna la fatturazione elettronica tra imprese (Ley 18/2022 “Crea y Crece”, attuata dal Real Decreto 238/2026) obbliga le imprese stabilite in Spagna a emettere e ricevere fatture elettroniche tra loro: dal 6 ottobre 2027 per le imprese con un volume d’affari superiore a 8 milioni di euro, dal 6 ottobre 2028 per tutte le altre.
Germania: la E-Rechnung
In Germania l’obbligo (§ 14 UStG) riguarda solo le operazioni B2B tra imprese stabilite in Germania. Dal 1° gennaio 2025 tutte devono poter ricevere fatture elettroniche; l’emissione diventa obbligatoria il 1° gennaio 2027 per le imprese con un fatturato superiore a 800.000 € nell’anno precedente, e il 1° gennaio 2028 per tutte, con alcune eccezioni.
Belgio: Peppol dal 1° gennaio 2026
Dal 1° gennaio 2026 le fatture tra imprese soggette a IVA stabilite in Belgio devono essere fatture elettroniche strutturate (legge del 6 febbraio 2024), emesse di norma nel formato Peppol BIS tramite la rete Peppol (regio decreto dell’8 luglio 2025).
La nostra guida per il Belgio (in francese) → · La nostra guida per il Belgio (in neerlandese) →
Domande frequenti
Posso usare Le Frac per la mia azienda in Italia?
Non ancora. Si iscriva alla lista d’attesa: La avviseremo appena Le Frac sarà disponibile in Italia.
La mia azienda è registrata in Italia ma fattura a clienti francesi. L’obbligo francese si applica?
Secondo l’amministrazione fiscale francese, le imprese non stabilite in Francia non sono interessate dall’obbligo di fatturazione elettronica, ma possono esserlo dall’e-reporting. Verifichi la Sua situazione con il Suo commercialista.
In Francia un PDF inviato per email è ancora valido?
Fino alla propria scadenza di emissione (1° settembre 2027 per PMI e piccole imprese), sì. Ma un semplice PDF non è una fattura elettronica ai sensi della riforma: per le imprese già obbligate a emettere, l’invio per email non basta.
Che differenza c’è tra piattaforma accreditata e soluzione compatibile?
La piattaforma accreditata è registrata dall’amministrazione fiscale francese: trasmette le fatture e invia i dati al fisco. La soluzione compatibile è un software che produce fatture conformi e deve essere collegato ad almeno una piattaforma accreditata, che si occupa sempre della trasmissione.
Quale formato scegliere: Factur-X, UBL o CII?
Tutti e tre sono accettati da ogni piattaforma accreditata. Factur-X è un PDF leggibile che contiene i dati strutturati: spesso il più semplice per una piccola impresa. In pratica, è la piattaforma o il software a gestire il formato.
Fonti
- impots.gouv.fr (amministrazione fiscale francese) — «Je découvre la facturation électronique» («Scoprire la fatturazione elettronica», in francese)
- DGFiP (amministrazione fiscale francese) — FAQ «Je découvre la facturation électronique» («Scoprire la fatturazione elettronica», in francese), 1° settembre 2026
- DGFiP (amministrazione fiscale francese) — FAQ «J’approfondis la facturation électronique» («Approfondire la fatturazione elettronica», in francese), 1° settembre 2026
- DGFiP — Guida pratica alla fatturazione elettronica al 1° settembre 2026 (luglio 2026)
- DGFiP — Scheda 6: come la mia impresa riceve le fatture elettroniche (stati)
- DGFiP — Scheda 10: fatturare gli enti pubblici
- impots.gouv.fr — Elenco delle piattaforme accreditate
- impots.gouv.fr — Specifiche esterne della fatturazione elettronica (formati)
- Légifrance — Articolo 1737 del Codice generale delle imposte francese (CGI)
- Légifrance — Articolo 1788 D del CGI (versione al 1° gennaio 2027)
- Service-public.fr — Dati obbligatori in fattura
- AEAT — Soluzione pubblica di fatturazione elettronica e calendario B2B (7 ottobre 2026)
- BOE — Real Decreto 238/2026 (fatturazione elettronica B2B)
- gesetze-im-internet.de — § 14 UStG (fatture)
- gesetze-im-internet.de — § 27 UStG (norme transitorie, comma 38)
- Moniteur belge — Legge del 6 febbraio 2024 (fatture elettroniche strutturate)
- Moniteur belge — Regio decreto dell’8 luglio 2025 (formato Peppol e sanzioni)
Questa guida riassume testi ufficiali per aiutarLa a organizzarsi. Non è una consulenza legale o fiscale e non sostituisce il parere del Suo commercialista.